DOLORE CRONICO

Il dolore non è solo la sensazione, comune a tutti, che abbiamo per esempio quando ci pungiamo con un ago, sbattiamo contro un oggetto o abbiamo traumi più importanti. Tutto questo, definito dolore acuto, avviene in termini fisiologici, ed è un segnale di un “problema in corso” inviato dai tessuti periferici al cervello. Questo segnale, il sintomo dolore, serve ad evitare che l’eventuale danno tessutale possa proseguire e quindi è un modo che ha l’organismo per preservare la sua integrità e sopravvivenza.

Esiste un altro tipo di dolore, chiamato dolore cronico, che non sempre ha origine da una lesione, ma che spesso è ancora più fastidioso del dolore acuto. Questo dolore è considerato a tutti gli effetti una entità patologica a sé stante perché non ha la finalità di protezione dell’organismo e non è semplicemente un sintomo di qualche altra patologia.

Il dolore cronico è diventato un problema di salute pubblica, comparabile come prevalenza al diabete, al cancro e alle malattie cardiache.

Purtroppo il dolore cronico è una malattia silenziosa e invisibile,  pur essendo assolutamente reale per chi ne soffre. Spesso il paziente si sente incompreso e fatica a trovare sostegno in ambito lavorativo o aiuto medico specialistico.

Cosa è il dolore cronico?

Il dolore cronico è definito come un dolore persistente che dura da più di 12 settimane, quindi più del comune periodo di tempo per la guarigione di una lesione o ferita e non viene modificato in modo sensibile dai comuni farmaci analgesici.

Colpisce circa 1 persona su 5, può presentarsi a tutte le età e coinvolgere tutte le parti del corpo. 

Può avere dolore cronico chi si è sottoposto ad un intervento chirurgico, chi ha subito un incidente stradale oppure ha avuto un altro trauma violento. Tuttavia, anche pazienti senza storia di traumi possono lamentare dolore cronico.

Non è possibile prevedere in anticipo quale dolore diventerà cronico anche se periodi di forte stress possono predisporre maggiormente allo sviluppo di dolore cronico.

Il dolore cronico ha un impatto negativo sulla qualità della vita dei pazienti, e frequentemente si associa a depressione, ansia, bassi livelli di energia, incapacità di dormire bene e paura di un nuovo infortunio, che può ostacolare la capacità di tornare al proprio lavoro o alle attività del tempo libero.

Quali sono i principali tipi di dolore cronico?

Sebbene la maggior parte del dolore cronico si sviluppi dopo qualche tipo di lesione, trauma o intervento chirurgico, in alcuni casi il dolore può anche svilupparsi senza una chiara causa iniziale.

I tipi più comuni di dolore cronico includono:

  • mal di testa

  • dolore postoperatorio

  • dolore post-traumatico

  • mal di schiena (lombalgia)

  • dolore associato a neoplasia

  • dolore da artrite

  • dolore neurogeno (dolore causato da danni ai nervi)

  • dolore psicogeno (dolore che non è causato da malattie, lesioni o danni ai nervi)

Ci sono delle condizioni particolari che appartengono al dolore cronico e che il terapista del dolore si trova più nello specifico a trattare per competenza professionale:

  • Sindrome Dolorosa Regionale Complessa (CRPS tipo 1 e 2)

  • Sindrome Dolorosa Persistente post Chirurgia (PSPS - FBSS)

  • Nevralgia Posterpetica (NPH)

Cosa succede nel sistema nervoso?

Il sistema nervoso centrale si può descrivere sinteticamente come composto dal cervello e dai nervi all'interno della colonna vertebrale (nervi spinali). I nervi spinali e le loro terminazioni portano i messaggi dai diversi distretti del corpo al cervello per informarlo di cosa sta succedendo in periferia ad esempio una puntura di spillo sul dito.

Il cervello funziona come un grande centro di controllo che elabora tutti questi messaggi e valuta se c’è bisogno di fare qualcosa. Possiamo semplificare dicendo che, quando il cervello interpreta queste informazioni come originate da un sistema di allarme di un danno in corso, il risultato è la sensazione di dolore. Nell’esempio fatto in precedenza, la puntura di spillo viene elaborata come segnale di dolore il che comporta l’attivazione dei muscoli che ci fanno allontanare la mano dall’ago.

Tuttavia può succedere che questi segnali vengano interpretati in maniera poco accurata o del tutto errata, provocando una sensazione di dolore lì dove non c’è una lesione (“pericolo”) in corso. Dopo un trauma ad esempio ci si aspetterebbe che la sensazione di dolore si stabilizzi nel tempo, man mano che la lesione tessutale si risolve, ma a volte il cervello continua a percepire segnali di dolore. In questi casi il problema è all’interno del sistema nervoso, e i segnali sono difficili da fermare. A volte il dolore è anche molto intenso e arriva senza una ragione evidente.

Come si presenta il dolore cronico?

Le persone con dolore cronico descrivono il loro dolore in molti modi diversi. Per alcuni il dolore si manifesta come un bruciore o una sensazione pungente. Per altri può essere descritto come un tirare, comprimere o spremere. Può essere anche riferita rigidità.

Il dolore cronico spesso si associa ad altri sintomi e condizioni, tra cui ansia, depressione, insonnia o difficoltà ad addormentarsi, sbalzi d'umore, affaticamento o sensazione di stanchezza eccessiva per la maggior parte della giornata. Alcune di queste sensazioni potrebbero essere preesistenti e indipendenti dal dolore cronico, ma comunque se ne può osservare un peggioramento.

Come viene diagnosticato?

Il dolore, sia acuto che cronico, è soggettivo e in particolare è difficile valutare il dolore cronico, poiché ognuno percepisce e riferisce il dolore in modo diverso. Pur essendo spesso sopportato per lunghi periodi, il paziente decide di cercare un aiuto quando il dolore inizia a influire sul benessere fisico ed emotivo.

Il primo passo è effettuare una visita antalgica e identificare in modo appropriato la fonte del dolore. 

Il medico si baserà su un'attenta anamnesi, su un esame fisico ed eventualmente su studi di imaging e di laboratorio di supporto alla diagnosi. Non ci sono singoli esami diagnostici per esempio immagini o test di laboratorio che possono essere utilizzati per diagnosticare inequivocabilmente questo disturbo.

Dalle informazioni raccolte, il medico di Terapia del Dolore, prescriverà le terapie e suggerirà al paziente quali possono essere i trattamenti più indicati per il suo caso.

Come si tratta il dolore cronico?

Il trattamento del dolore cronico è impegnativo a causa della natura complessa del dolore e della unicità di ogni paziente. 

Le opzioni di trattamento includono:

  • Farmaci, di diversa tipologia per trattare diversi aspetti del dolore.

  • Tecniche interventistiche come infiltrazioni, blocchi nervosi o neuromodulazione.

  • Terapia fisica e occupazionale.

  • Tecniche di rilassamento e supporto psicologico.

  • Medicina alternativa come agopuntura e yoga.

Spesso la terapia del dolore cronico prevede una strategia composta da diversi trattamenti per cercare di gestire le diverse componenti presenti.